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Analizziamo la confusione degli investitori sui mercati nel 2015

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I movimenti che ci sono stati sui mercati negli ultimi mesi sono stati a dir poco violenti e inaspettati, e nessuno probabilmente sarebbe riuscito a prevedere dove i prezzi sarebbero andati. Uno scenario bearish, e a dir poco apocalittico, è quello che possiamo notare sui mercati ogni giorno. Certo, è pur sempre molto semplice fare profitti sui mercati, ma resta il fatto che l’incertezza la sta facendo da padrone.

Un team di Credit Suisse ha analizzato il sentiment attuale del mercato, descrivendo le sensazioni dei recentissimi meeting con i clienti.

Gli investitori sono sì preoccupati, ma non è soltanto pessimismo, ma è semplice confusione. Gli investitori non hanno quindi paura che la situazione possa quindi andare verso il basso, ma semplicemente non hanno idea di quello che sta succedendo.

Gli investitori non hanno idea di quello che sta succedendo, ma comunque stanno facendo profitti, secondo gli investitori di Credit Suisse. Ovviamente stiamo parlando dei mercati equity, dei mercati azionari, quelli che si comprano, e non quelli forex che si vendono e si acquistano su base giornaliera.

Le previsioni sui guadagni sono crollati ai minimi dei quattro anni, le azioni sono ovviamente molto costose, il QE è stato assottigliato e la Federal Reserve a breve innalzerà i tassi. Allo stesso tempo il recupero non sembra poi così tanto esaltante e il dollaro molto forte taglierà la crescita agli export USA.

Al di fuori degli Stati Uniti, ci sono molte preoccupazioni per quello che sta succedendo in Cina, che a quanto pare è l’argomento più importante sui tavoli degli investitori. Importantissimo inoltre il tasso di crescita, che sono vicini al 4% anziché del 7.

Dal momento che un enorme 32% della crescita globale è in arrivo dalla Cina in questo momento, che è un brutto segno per il mondo nel suo insieme, i clienti sono preoccupati per un rallentamento generale tra le varie economie principali.

Le cose non stanno ovviamente andando terribilmente, ma certamente neanche bene. Così gli investitori sono rimasti a grattarsi la testa.

C’è anche una scissione affascinante descritta dagli analisti, tra gli atteggiamenti degli investitori negli Stati Uniti e in Asia. Ecco le parole di Credit Suisse:

“Il sentiment bearish era estremo negli Stati Uniti – circa l’80% delle riunioni – ma molto più equilibrato fuori degli Stati Uniti (forse perché i mercati hanno cominciato a salire nel frattempo). Spesso negli Stati Uniti, la domanda era ‘perché non siamo in un mercato bearish?’. In Asia, d’altra parte, la maggior parte degli investitori erano meno preoccupati per la Cina (anche se, abbiamo sempre trovato più ci si avvicina alla Cina geograficamente, meno gli investitori sono preoccupati per essa).

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