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Come aprire un account forex offshore

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Una grande crescita nei mercati di cambio di valuta estera globale (forex) hanno suscitato l’interesse degli operatori e degli investitori. Con una possibilità di scelta a dir poco imbarazzante di valute disponibili e volumi degli scambi in esecuzione che ammontano a migliaia di miliardi di dollari, i mercati forex forniscono un modo conveniente per sfruttare la leva finanziaria intrinseca e la volatilità, e di godere di ottimi profitti, anche non facendo niente. E’ possibile infatti copiare altri trader esperti oppure strategie, senza dover toccare nemmeno un bottone.

Molti traders hanno iniziato ad aprire conti forex off-shore in giurisdizioni estere a causa di trattamenti fiscali favorevoli in queste posizioni, e per superare norme eccessivamente restrittive nel proprio paese.

Infatti uno dei vantaggi di aprire un broker presso una società off-shore, è che è possibile evitare la tassazione. E spesso, l’unica cosa che va dichiarata è le detenzione di capitale all’estero tramite l’apposita voce nella dichiarazione dei redditi.

Per far sì che tutto sia off shore però, è bene che sia il contro del broker forex sia offshore, e anche il conto corrente con il quale lo alimentiamo e dal quale andremo ovviamente ad attingere per ritirare i profitti.

Come risolvere i problemi per aprire un conto forex off shore

Non è facile fare trading forex off shore, in quanto sono presenti diversi cavilli legali.

Molti broker, richiedono che durante l’apertura del conto, la banca dalla quale versiamo sia della stessa nazionalità di dove siamo residenti, e che sia intestato alla stessa persona.

Il modo per aggirare questo “cavillo”, sarebbe quello di aprire una società off shore, organizzando il tutto per l’uscita dei soldi, oppure sarà necessario prendere residenza nel paese off-shore da noi desiderato.

Un’altra soluzione, sicuramente molto più veloce, è quella di sfruttare una piattaforma messa direttamente a disposizione da una banca off shore, depositando le plusvalenze direttamente sul conto collegato.

Quali sono le nazioni off shore

Le nazioni off shore si dividono praticamente in 3 gruppi. La lista nera, ovvero quei paesi che non rispettano gli standard internazionali, la lista grigia ovvero quei paesi che rispettano gli standard completamente, e la lista grigio chiara ovvero una lista di paesi che rispettano gli standard, ma che comunque sono Paradisi Fiscali.

Lista nera: Costa Rica, Malesia, Filippine, Uruguay.

Lista grigia: Andorra, Anguilla, Antigua, Barbuda, Aruba, Bahamas, Bahrein, Belize, Bermuda, Isole Vergini britanniche, Isole Cayman, Isola Cook, Dominica, Gibilterra, Grenada, Liberia, Liechtenstein, Isole Marshall, Monaco, Montserrat, Nauru, Antille Olandesi, Niue, Panama, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Samoa, San Marino, Turks e Caicos, Vanuatu.

Lista grigio chiara: Austria, Belgio, Brunei, Cile, Guatemala, Lussemburgo, Singapore, Svizzera.

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