Effetto Trump sul cambio USD/JPY (dollaro-yen) che scivola sotto quota 109


La controversa situazione politica negli USA, che vede il presidente Trump al centro di aspre critiche, mosse anche all’interno del proprio partito, continua a pesare sul biglietto verde che cede terreno nei confronti della divisa nipponica, da sempre ritenuta valuta rifugio nelle fasi incerte dei mercati.

Il cross USD-JPY si è allontanato dai top a due settimane, scivolando di oltre 2 figure da un massimo a 5 sedute pari a 109,94 ad un minimo a quota 108,60. Gli operatori hanno venduto dollari per timore che l’amministrazione Trump non riesca a mettere in atto le riforme politico-economiche promesse ormai da tanti mesi, poiché l’opposizione potrebbe arrivare dai membri del suo stesso partito, come il senatore repubblicano Bob Corker che ha puntato il dito verso Trump per il modo con cui ha gestito gli scontri a sfondo razziale dello scorso weekend a Charlottesville, in Virginia, affermando che “il presidente non è ancora riuscito a dimostrare la stabilità né la competenza necessarie per avere successo”.

L’operato di dell’inquilino della Casa Bianca è stato condannato anche da molti uomini d’affari e Ceo di aziende che hanno appoggiato Trump in campagna elettorale. Per tutta risposta, il Presidente, per ripicca alle critiche ricevute, ha sciolto due forum di economia e politica presso la Casa Bianca. Lo scenario politico statunitense ha continuato a tingersi di grigio dopo che si sono fatte sempre più insistenti le voci delle possibili dimissioni di Gary Cohn, ex presidente della Goldman Sachs Group e principale consulente economico di Trump.

Sotto l’aspetto macro, l’ultimo dato economico arrivato da oltreoceano ha visto l’indice che misura la fiducia dei consumatori statunitensi elaborato dall’ Università del Michigan aumentare a 97,6 punti, nel mese di Agosto (preliminare) dai 93,4 punti di Luglio. La stima preliminare oltre a far segnare il livello più alto dallo scorso Gennaio ha battuto i pronostici degli analisti (94 punti).

Andamento cambio dollaro-yen sul breve-medio periodo


Dopo essere scivolato su un minimo a quota 108,60, il cross USD-JPY sta cercando di arrampicarsi nuovamente sopra area 109, un sostegno di natura psicologica nonché tecnica molto importante, che se venisse definitivamente perso in chiusura settimanale potrebbe peggiorare il già maltrattato quadro di breve-medio periodo di questa coppia di valute.

Il tentativo di reazione dai minimi della scorsa ottava in area 108,80-109, com’è ben visibile sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, si è infranto sulla media mobile a 25 periodi (la linea di colore rosso sul grafico). Da lì le quotazioni sono andate a caccia di un nuovo minimo, da cui, al momento della scrittura (109,30), sembra essere partita una timida reazione che incontrerà, in caso di conferma, il primo ostacolo sulla media mobile a 10 periodi (la linea di colore azzurro sul grafico) transitante in area 109,90-110.

Tuttavia il quadro grafico di breve rimarrà debole finché le quotazioni si troveranno al di sotto della media mobile a 50 periodi (la linea verde sul grafico), passante a quota 111 circa. Al rialzo oltre la resistenza di EMA 50, possibili target al rialzo in area 112,50 in prima battuta e successivamente in area 113,50-114.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen: validità da 1 a 5 giorni

La visione al rialzo prende forma in caso di close orario maggiore di quota 109,57 e fissa i primi due obiettivi in area 109,98 e 110,40; stop loss in caso di ritorno sotto quota 108,90 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long nel caso in cui gli acquisti si spingono oltre quota 110,40 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 110,83 ed in un secondo momento a quota 111,25; stop loss in caso di ritorno sotto quota 109,45 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 111,25 per approfittare di possibili allunghi in area 111,67 e 112,36 , estesa a quota 113,06; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 110,40 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 105,90 per sfruttare eventuali rimbalzi pima a quota 106,95 e successivamente a quota 107,35; stop loss in caso di ulteriori cali sotto quota 105,25 in close orario o giornaliero.

La visione al ribasso, invece, necessita di una chiusura oraria minore di quota 108,90 e prevede i primi due target price in area 108,60 e 108,20; stop loss in caso di close orario sopra quota 109,57. Mantenere o aumentare l’ esposizione ribassista in caso di discesa sotto quota 108,20 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 107,80 e successivamente a quota 107,35; stop loss in caso di recupero di quota 109,12 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria del supporto a quota 107,35, per cercare di ricoprirsi in area 106,95 e 106,30, estesa a quota 105,90; stop loss in caso di ritorno sopra quota 108,60 in close orario. Short speculativi in caso allunghi in area 113,06, per approfittare di eventuali pull-back a quota 112,36 in prima battuta ed in un secondo momento a quota 111,67; stop loss in caso di ulteriori estensioni al rialzo oltre quota 113,76 in chiusura di candela oraria o daily.

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