Una FED più accomodante sui tassi d’interesse manda ko il dollaro


La Federal Reserve al termine della due giorni di meeting, come da attese, ha lasciato invariati i tassi d’interesse, lasciando tuttavia spalancata la porta per una manovra al ribasso già nel corso della prossima riunione di Luglio. L’istituto centrale statunitense ha infatti rimosso la parole “paziente“ dal consueto comunicato diffuso al termine di ogni incontro del board operativo.

La FED, pertanto, potrebbe adeguarsi al pressing della Casa Bianca che continua a premere per un taglio dei Fed Funds, in modo da indebolire il dollaro. La svalutazione del biglietto verde è molto gradita dall’amministrazione Trump, poiché una divisa statunitense potrebbe favorire le esportazioni, allontanando i timori di recessione causati dalla guerra commerciale tra USA e Cina.

Il cambio di atteggiamento della banca centrale guidata dal governatore Jerome Powell ha subito avuto ricadute importanti sul dollaro, crollato nei confronti delle principali valute mondiali. Decisa battuta d’arresto anche per la coppia Dollaro-Yen, che al momento della scrittura cede lo 0,37%, scambiando a quota 107,70, pertanto sotto l’importante soglia tecnica e psicologica rappresentata da area 108.

Un atteggiamento accomodante è stato inoltre assunto dalla Banca Centrale del Giappone, che ha riaffermato la volontà di adottare tutti gli strumenti di politica monetaria disponibili per sostenere l’economia.

Proprio nel Paese del Sol Levante, il Ministero dell’Economia ha reso noto che l’andamento dell’industria nipponica, misurato con l’indice che raccoglie tutte le Attività Industriali, conosciuto come All Industries Activity, ad Aprile ha fatto registrare un incremento dello 0,9%. Lettura ampiamente positiva che ha battuto sia le attese degli analisti, pari a +0,7%, che la precedente stima mensile, che aveva rivelato un calo dello 0,3% (rivisto da -0,4% della comunicazione flash). Il suddetto indicatore rivela la variazione mensile e annuale nella produzione complessiva per tutti i settori dell’economia giapponese.

Netta battuta d’arresto, invece, per gli ordinativi di macchine utensili nel mese di Maggio, scesi pesantemente del 27,3% su base mensile. Il forte calo, tuttavia, riflette il dato preliminare reso noto Japan Machine Tool Builders’ Association (Jmtba).

Chi vuole sfruttare questo momento per fare trading dovrebbe sfruttare le piattaforme regolamentate, in quanto sono le uniche che danno garanzie e offrono strumenti professionali. Ad esempio, per citarne una, Plus500 (qui trovi i dettagli) è una ottima scelta per chi vuole lavorare con le coppie di valute, anche con il cambio Dollaro-Yen.

Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo

Il quadro tecnico di breve-medio periodo si è decisamente deteriorato, in quanto, come risulta evidente sul grafico con time-frame giornaliero, le quotazioni sono scese al di sotto di tutti i sostegni rappresentati dalla medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni. Il tentativo di reazione, come è facile notare, nei giorni scorsi ha trovato un forte ostacolo sulla media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico), che passa in area 108,30 e che pertanto adesso rappresenta la prima resistenza di brevissimo.

L’eventuale superamento di EMA 10 potrebbe quindi favorire un possibile recupero verso il primo ostacolo multiday rappresentato dall’EMA 25 (la linea mediana sul grafico), che si colloca in area 108,85, circa. Tuttavia, finché le quotazioni si manterranno al di sotto della media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che transita in area 109,50, l’impostazione tecnica di breve medio periodo continuerà ad essere negativa. In caso di mancato recupero dai valori attuali potremmo assistere ad ulteriori ribassi con primo target in area 107 ed obiettivo successivo in area 106, ovvero sui livelli di inizio Gennaio scorso.

Pattern di trading sul cambio Dollaro-Yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 107,85 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 108,11 e 108,36; stop loss in caso di ritorno sotto quota 107,45 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 108,36 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 108,62 e successivamente a quota 109,05; stop loss in caso di ritorno sotto quota 107,85 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 109,05 per approfittare di possibili allunghi in area 109,45 e 109,71, estesi a quota 110.12; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 108,36 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 105,24 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 105,88 ed in un secondo momento a quota 106,13, estesi a quota 106,54; stop loss in caso di discesa sotto quota 104,80 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 107,45 e prevede i primi due target price in area 107,20 e 106,79; stop loss in caso di close orario sopra quota 107,85. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 106,79 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 106,54 e successivamente a quota 106,13; stop loss in caso di recupero sopra quota 107,45 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria del supporto a quota 106,13, per cercare di ricoprirsi in area 105,88 e 105,47, estese a quota 105,24; stop loss in caso di ritorno sopra quota 107,20 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 110,12 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 109,71 e successivamente a quota 109,45, estesi a quota 109,05; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 110,80 in chiusura di candela oraria o daily.

 

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