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Materie prime: oro in rialzo, petrolio in calo


In evidenza le materie prime, con l’oro in rialzo sui mercati internazionali. La minaccia nordcoreana spinge in alto le quotazioni del principale bene rifugio, oltre i 1340 dollari l’oncia, per poi ritracciare a 1330 dollari. Il petrolio è atteso in calo al di sotto dei 50 dollari al barile.

Oro: le quotazioni al 6 Settembre 2017

L’oro ha oltrepassato la soglia dei 1.300 dollari l’oncia la scorsa settimana e nelle ultime ore ha sfiorato i 1.340 dollari, toccando il valore massimo dal mese di settembre del 2016.

A spingere al rialzo le quotazioni del metallo giallo certamente le ultime preoccupanti notizie di carattere geopolitico, con l’acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Nord Corea. Sullo sfondo la minaccia di una escalation nucleare.

Non soltanto i timori per un possibile conflitto ma anche un’altra importante causa alla base di questo nuovo rally dell’oro: il valore del dollaro sempre più debole.

Una serie di elementi che hanno risvegliato l’interesse di investitori e speculatori, pronti a puntare nuovamente sul lingotto, soprattutto dopo il nuovo lancio di missili da parte di Pyongyang.

Secondo gli analisti, le quotazioni dell’oro si spingeranno oltre la barriera dei 1400 dollari se il livello di resistenza, fissato a 1.375 dollari, verrà superato.

Da segnalare il buon momento registrato anche da altri metalli, sia preziosi che industriali, con il palladio a livelli record (oltre i 1.000 dollari l’oncia) e il rame, alluminio e zinco a prezzi che non si riscontravano così alti da diversi anni.

Attualmente sui mercati internazionali il prezzo dell’oro è in lieve calo dello 0,45 per cento a quota 1330,11 dollari l’oncia.

Petrolio: le quotazioni al 6 Settembre 2017

Il prezzo del petrolio è in ribasso dopo il test nucleare effettuato dalla Corea del Nord nelle ultime ore.

Le quotazioni del greggio reagiscono negativamente ai missili di Pyongyang. Gli esperti ritengono che lo scoppio di un conflitto con la Corea del Nord avrà profonde ripercussioni sul mercato dell’oro nero.

In attesa dei dati sulle scorte provenienti dagli Usa, gli analisti prevedono nel breve un ulteriore ribasso dei prezzi della materia prima. I motivi sono ricercarsi non soltanto nei timori relativi a un possibile scontro con la Corea del Nord ma anche ai notevoli danni causati dall’uragano Harvey.

Al momento le quotazioni del petrolio risultano in progresso sui mercati internazionali. Il Brent è pressoché stabile a quota 52,34 dollari al barile mentre il WTI è in progresso dello 0,72 per cento a 47,74 dollari.

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