Petrolio, prezzi in calo: previsioni ribassiste

Il termine per l’introduzione delle nuove sanzioni contro l’Iran si avvicina ed i prezzi del petrolio registrano nelle ultime sedute una brusca frenata. Dopo i picchi record di inizio mese, le quotazioni hanno gradualmente intrapreso un marcato trend ribassista. Gli analisti prevedono un periodo di debolezza per la materia prima. Domanda in calo.

Petrolio produzione in crescita

I prezzi del greggio sui mercati internazionali hanno intrapreso una nuova tendenza al ribasso dopo i valori record registrati ai primi di ottobre. Il prezzo del petrolio Wti è sceso al di sotto di quota 70 dollari al barile e il Brent oscilla intorno agli 80 dollari.
Alla base di questa nuova fase di debolezza delle quotazioni, l’instabilità dei mercati finanziari, a seguito delle crescenti preoccupazioni per un probabile rallentamento dell’economia globale.
Gli esperti ritengono che i fondamentali della materia prima non siano effettivamente così solidi come si credeva fino a qualche tempo fa.

Alla debolezza della domanda fa da contrasto un’offerta che non sembra più temere l’attesa diminuzione per l’export iraniano.
Il Medio Oriente continua a immettere sul mercato una maggiore quantità di greggio, accompagnata dalla Russia che estrae petrolio a ritmi record.

A tutto questo bisogna aggiungere l’output degli Stati Uniti che prosegue senza sosta, come confermano gli ultimi dati pubblicati dall’EIA relativi ad un nuovo incremento delle scorte di shale oil. Trattasi di tre differenti aspetti uniti da un unico comune denominatore: l’aumento della produzione.

Ecco spiegato perché il calo delle esportazioni dell’Iran non sembra al momento preoccupare più di tanto il mercato.

Petrolio domanda e prezzi

La domanda di greggio attualmente è in flessione sia in Europa sia negli Stati Uniti.

I margini di raffinazione sono scesi ai livelli minimi da 2 anni negli Usa, a seguito della chiusura di diversi impianti per i più svariati motivi (manutenzione, uragani, riorganizzazioni strategiche interne). In Europa le raffinerie registrano un aumento delle scorte di benzina su livelli record degli ultimi anni.

Una serie di fattori che andranno ad influenzare le quotazioni future delle materia prima, con i primi ribassi già in atto, indice di una debolezza diffusa che si intensificherà nel corso delle prossime settimane.

Al momento sui mercati delle commodities il prezzo del Brent è in rialzo dello 0,92 per cento a quota 80,02 dollari ed il WTI è in progresso dello 0,63 per cento a 69,08 dollari al barile.

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