Home Mercati Presidenza Telecom: il favorito è de Puyfontaine

Presidenza Telecom: il favorito è de Puyfontaine

Mancano solo dieci giorni alla definizione di governance del gruppo Telecom, ma i lavori sembrano essere ancora in corso. Diverse sono infatti gli orientamenti, perché l’azionista di maggioranza Vivendi vorrebbe un CDA composto da 15 membri, dove cinque di essi sarebbero francesi e cinque italiani ma di ‘standing elevation’, come ad esempio l’amministratore delegato Cattaneo. Cinque degli elementi del nuovo Cda sarebbero invece appannaggio delle liste di minoranza redatte da Assogestioni.

Se le idee sulla programmazione del consiglio di amministrazione sembrano abbastanza chiare, non si può dire lo stesso del nome presidente, anche se al momento il più papabile è sicuramente quello di Arnaud de Puyfontaine, l’attuale ad di Vivendi e vice presidente della stessa Telecom. Non vi sarebbero deleghe operative da aggiungere al nuovo amministratore delegato se il suo nome venisse confermato e l’attuale ad Recchi potrebbe quindi diventare il suo vice. Si trarrebbe, a conti fatti, di un puro scambio di ruoli interno. Nel frattempo Recchi è entrato a fare parte della lista di candidati per il nuovo consiglio di amministrazione della società controllata da Telecom Inwit, impegnata nella gestione delle torri di trasmissione. Si tratta però di rumors, perché voci vicine a Telecom hanno smentito che l’ex ad del gruppo sia interessato a dirigere la controllata.

Interessanti le parole di chi sta vivendo l’evento in prima persona, come ad esempio l’ad Cattaneo, il quale ha dichiarato che se Recchi rimanesse al suo posto ne sarebbe lieto, ma non tocca in assoluto a lui decidere sulla questione. Le ragioni potrebbero essere molteplici, la prima da ricercare nella nazionalità di Recchi. Una presidenza del gruppo Telecom italiana favorirebbe, infatti, il dialogo con le istituzioni e questa caratteristica avrebbe delle ripercussioni positive anche sulla stessa gestione francese del gruppo. La conferma di Recchi potrebbe favorire i francesi anche perché l’Agcom sta prendendo una decisione importante relativa all’eccesso di concentrazione di quote fra la proprietà italiana e quella francese in base alla legge Tusmar.

Da considerare che quest’anno entrerà anche in vigore l’obbligo di annoverare un terzo di quote rosa dentro il consiglio di amministrazione della società di telefonia e i profili femminili saranno quindi presenti sia nella lista Telecom che in quella Vivendi, così come in quella Assogestioni. Attualmente le donne sono sei su un consiglio di amministrazione di 16 componenti, quindi più di quanto sarebbe obbligatorio ai sensi della normativa sulla governance. In molti hanno anche ipotizzato la presenza di una donna alla direzione del gruppo, per ragioni legate al modello di governance e anche di costruzione dell’immagine, ma questa ipotesi non ha finora trovato un riscontro plausibile. Ogni riserva verrà quindi sciolta entro il 10 aprile, termine massimo per presentare i nominativi delle persone che potranno ambire al consiglio di amministrazione Telecom. Questo il primo passo, al quale farà seguito la convocazione dell’assemblea, stabilita per la data del 4 maggio.

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