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Petrolio: OPEC, ok a nuovi tagli


Si avvicina il meeting di Vienna del prossimo 30 novembre e l’OPEC è pronta a nuovi tagli. Nel frattempo scende la produzione di greggio giornaliera a ottobre e cresce l’attesa per la quotazione di Aramco, la compagnia petrolifera dell’Arabia Saudita.

Petrolio: domanda e quotazione Aramco

L’OPEC nelle scorse ore ha reso noto che la produzione di petrolio è diminuita nel mese di ottobre di 151mila barili al giorno.

L’organizzazione dei paesi produttori ha inoltre aumentato le stime sulla crescita della domanda di petrolio, non soltanto per l’anno in corso ma anche per il 2018.

Nel frattempo cresce l’attesa per una delle quotazioni più importanti di sempre, quella di “Aramco”, colosso petrolifero dell’Arabia Saudita.

Le autorità puntano a vendere una quota del 5 per cento e incamerare circa 100 miliardi di dollari. Un cambiamento di strategia voluta dal principe Mohammed bin Salman che punta a investire maggiormente in servizi e infrastrutture.

Si tratterebbe della ipo più importante della storia, di molto superiore ai 25 miliardi di dollari raccolti nel 2014 dal colosso cinese Alibaba. La quotazione è prevista in Arabia, con Londra o Wall Street possibili mercati secondari.

Produzione greggio: al via nuovi tagli

L’OPEC ha comunicato che la produzione di greggio dei paesi del cartello è diminuita dello 0,46 per cento, a 32,59 milioni di barili al giorno, lo scorso ottobre rispetto al precedente mese di settembre.

Tagli che hanno interessato, tra l’altro, anche i paesi della Nigeria, Iraq e Venezuela.

L’organizzazione ha presentato un rapporto a poche settimane dal meeting di fine mese a Vienna, una riunione molto attesa per proseguire sulla strada già intrapresa di riequilibro del mercato petrolifero.

Conferme su possibili nuovi tagli sono giunti nelle scorse ore anche dal ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti. Suhail al-Mazrou ha infatti sottolineato che i Paesi OPEC estenderanno l’accordo nel corso dell’incontro ufficiale in programma nella capitale austriaca.

Ricordiamo che il taglio di 1,8 milioni di barile al giorno già in precedenza è stato prolungato sino al marzo del 2018.

Una serie di fattori che spingono il greggio verso una risalita dei prezzi. Gli operatori di settore si rivelano ottimisti, ritenendo possibile lo sfondamento della soglia di 80 dollari al barile per fine anno.

Al momento le quotazioni del Brent sui mercati sono in calo dello 0,46 per cento a 62,87 dollari e il WTI in ribasso dello 0,33 per cento a 56.57 dollari al barile.

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