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Prezzo petrolio: analisi e previsioni al 29 Gennaio 2018


Il prezzo del petrolio in lieve calo sui mercati internazionali, con il Brent di Londra al di sotto dei 70 dollari al barile e il Wti a 66 dollari. Giù le scorte di greggio americano. Secondo gli analisti di Bank of America un repentino incremento dei prezzi nei prossimi mesi, al di sopra dei 100 dollari, potrebbe rivelarsi dannoso per l’economia globale.

Petrolio: prezzi in frenata

Rallentano i prezzi del petrolio nelle ultime sedute sui mercati internazionali anche se rimangono sui massimi dal 2015.

Il Brent di Londra viene scambiato a poco meno di 70 dollari mentre il Texas Light a 66 dollari al barile.

A frenare le quotazioni nel corso delle ultime ore, la notizia sulla flessione delle scorte di greggio negli Stati Uniti. Nel frattempo l’Energy Information Administration ha comunicato l’incremento di produzione di greggio americano, pari a 128.000 barili al giorno. Secondo una parte degli analisti, se tale livello verrà mantenuto, spingerà al rialzo i prezzi della materia prima.

Prezzo petrolio a 100$

Malgrado la frenata, le quotazioni di petrolio si mantengono sempre su livelli molto elevati.

Un ulteriore “importante” incremento di prezzi per il WTI e il Brent in questo 2018, viene però ritenuto “pericoloso” per l’economia mondiale.

È quanto sottolineato nei giorni scorsi dagli analisti di Bank of America: oltre un certo livello di prezzo, le quotazioni di greggio rappresenterebbero un evento dannoso per la crescita economica globale.

Gli esperti di BoFa hanno anche individuato un target oltre il quale i fattori negativi avrebbero il predominio su quelli positivi: 100 dollari.

L’ultimo rapporto della banca d’affari americana spiega che si tratta di un livello difficilmente raggiungibile nell’anno, evidenziando che non sarebbe comunque un problema se l’aumento del prezzo dell’oro nero continuerà ad essere sostenuto dalla domanda globale.

Gli analisti evidenziano che soltanto se il prezzo del greggio salirà a 100 dollari al barile a causa dei tagli alla produzione e non invece per un incremento della domanda, i risvolti per l’economia globale potrebbero rivelarsi negativi.

L’andamento del prezzo del petrolio preoccupa dunque gli esperti, soprattutto in virtù degli ultimi aumenti che hanno portato le quotazioni della materia prima a livelli che non si vedevano dal 2015.

Al momento il prezzo del Brent sui mercati è in flessione dell’1,74 per cento a quota 69.29
dollari al barile mentre il WTI arretra dell’1,3 per cento a 65.28 dollari.

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