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Petrolio e benzina ai massimi dal 2015

Il petrolio prosegue il suo rally, con il Brent in area 80 dollari al barile e con i prezzi alla pompa che oltrepassano quota 1,6 euro al litro in Italia, ai livelli massimi dal 2015. Alcuni analisti stimano che un greggio a 100 dollari è sempre più probabile. In questi ultimi mesi molteplici i motivi che hanno spinto le quotazioni sempre più in alto.

Petrolio vola a 80 dollari

Il petrolio non ferma la sua corsa e nelle ultime sedute supera la barriera degli 80 dollari al barile. Non sembra al momento così lontana la soglia psicologica dei 100 dollari.

Le decisioni prese dall’Opec hanno contribuito a sostenere le quotazioni in quest’ultimo periodo, riuscendo nel difficile intento di mettere d’accordo i paesi del cartello ed altri importanti produttori esterni, su tutti la Russia.

I tagli adottati da inizio del 2017, malgrado l’incremento della produzione dello shale oil americano, hanno annullato l’eccesso di petrolio, con le scorte diminuite a livelli che non si registravano dal 2013. Proprio quanto auspicato dai paesi Opec ed i suoi alleati.In realtà le misure dell’organizzazione mondiale dei produttori di greggio sono state anche sostenute dal miglioramento dell’economia su scala globale, con una domanda di petrolio che peraltro si prevede ancora in ulteriore crescita.

Petrolio WTI: quotazioni e previsioni

La domanda di greggio è riuscita a superare l’offerta, provocando il crollo delle scorte. Ecco dunque che le stime degli analisti per il 2019 si spostano verso quota 100 dollari al barile. Soltanto nel 2016 il prezzo del petrolio era sceso al di sotto dei 30 dollari.

Un ulteriore elemento che negli ultimi giorni sta infiammando letteralmente il mercato è rappresentato dal ripristino delle sanzioni contro Iran da parte degli Usa.

All’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente bisogna aggiungere la profonda crisi del Venezuela, uno dei più importanti fornitori di petrolio su scala globale, prima che la sua produzione scendesse a livelli minimi che non si registravano dagli anni Novanta.

Diverse dunque le cause che stanno spingendo in alto le quotazioni di greggio e come anticipato in tempi non sospetti dagli analisti di Bank of America-Merrill Lynch, il balzo a 100 dollari nel 2019 al momento appare sempre più probabile.

Nel frattempo sui mercati il Brent è in progresso dello 0,57 per cento a quota 78.96 dollari al barile ed il WTI in rialzo dello 0.51 per cento a 71.64 dollari.

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